Curare rapidamente il Fuoco di Sant’Antonio è possibile. Attraverso dei trattamenti mirati di ossigeno-ozonoterapia applicati nei primissimi giorni dalla comparsa dei sintomi, si blocca l’attività virale e il dolore, si asciugano le lesioni, si previene il dolore neuropatico post herpetico e si facilità la rigenerazione cutanea.
Cos’è il Fuoco di Sant’Antonio?
La famiglia dei virus Herpesviridae include il Virus Varicella-Zoster (VZV), che è responsabile in età pediatrica della varicella e in età adulta del Fuoco di Sant’Antonio. Negli adulti e anziani che da bimbi hanno sviluppato la varicella, si può innescare una riattivazione del virus rimasto nascosto nel tessuto nervoso per anni, che porta al conclamarsi del Fuoco di Sant’Antonio.
Cause scatenanti il Fuoco di Sant’Antonio
Pare che alla base della riattivazione del virus varicella – zoster ci sia un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, causato da:
- Stress psico-fisico severo
- Eccessiva esposizione ai raggi solari
- Trattamenti farmacologici
- Patologie del sistema immunitario
- Debolezza fisica dettata dall’anzianità
Manifestazioni cliniche
Il Fuoco di Sant’Antonio si manifesta improvvisamente con la comparsa di lesioni vescicolari eritematose, pruriginose e dolorose, su un solo lato del corpo. La zona eritematosa è rosso-violacea, in genere di forma allungata e con presenza di vescicole. La persona di solito avverte un dolore intenso e bruciante. Questo dolore, in alcuni casi, può prolungarsi anche nella fase post herpetica, quando le lesioni cutanee sono sparite, generato da una complicanza chiamata Nevralgia post herpetica.
Altri sintomi associati sono: malessere generale, cefalea, febbre, spossatezza, dolori gastrici.
Terapia Classica
L’elemento più importante per curare rapidamente il Fuoco di Sant’Antonio è la tempestività. Prima si inizia la terapia più si contiene l’infezione e si accorcia il decorso della malattia.
A livello farmacologico classico si utilizzano farmaci antivirali, per aiutare a bloccare l’attività del virus, farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Però la loro azione sulla nevrite post herpetica è molto scarsa. Si utilizzano anche creme o gel ad azione antinfiammatoria per attenuare il prurito.
Terapia con ossigeno-ozono
L‘ossigeno-ozonoterapia consiste nell’utilizzo di una miscela di gas di ossigeno e ozono, la cui concentrazione di ozono varia secondo la malattia e le finalità terapeutiche. Il gas deve essere prodotto al momento grazie ad un apparecchio medicale che trasforma l’ossigeno medicale in ozono.
La terapia con ossigeno-ozono agisce nelle patologie di origine virale, come l’herpes zoster, inducendo:
- azione antinfiammatoria
- azione antidolorifica
- inattivazione del virus nella sua invasione delle cellule dell’ospite
- attivazione del sistema immunitario per distruggere il virus
Per spiegarlo in modo semplice, l’ossigeno-ozono ossida i recettori del virus, impedendo a questi di attaccarsi alle nostre cellule e fare penetrare il virus al loro interno. Si interrompe in questo modo il ciclo di moltiplicazione del virus nel nostro corpo. La perossidazione aumenta anche la capacità fagocitaria del nostro sistema immunitario, ossia la capacità di alcune nostre cellule immunitarie di catturare e distruggere il virus.
Nel caso clinico della paziente raffigurata in queste foto, ho iniziato la terapia locale con ossigeno-ozono dopo 4 giorni dall’esordio dei sintomi. Dopo 3 applicazioni ravvicinate le lesioni si sono asciugate e sono regredite. Altre 3 sedute sono state necessarie per eliminare la neuropatia post herpetica. L’associazione con la terapia sistemica di ossigenoozono e con l’uso locale di olio ozonizzato, ha apportato ulteriori benefici.
La velocità e l’entità della risposta è soggettiva, ma senza dubbio la tempestività nell’inizio del trattamento è fondamentale, sia per la terapia classica che per l’ossigeno-ozonoterapia. Questi due approcci terapeutici possono tranquillamente essere applicati in contemporanea, in quanto l’ossigeno-ozonoterapia è una medicina integrata.
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