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Cerchiamo di capire assieme cosa sta succedendo e come possiamo reagire…

La pandemia Covid 19, causata dal Coronavirus Sars-Cov2, si è presentata all’improvviso nelle nostre vite e le ha sconvolte. Ci siamo ritrovati in poco tempo a vivere nel distanziamento sociale, nella paura e nel lockdown. Questo è un tempo senza precedenti per la nostra società, per il mondo intero.

E’ un tempo di cambiamenti, e come sai ognuno di noi vive il cambiamento in modo molto personale, in base alla storia individuale di partenza, a quali erano le condizioni di salute, affettive, ed economiche precedenti al coronavirus, alle capacità adattative individuali ed alle strategie di  “coping” (di adattamento) che è riuscito ad utilizzare…c’è chi è riuscito a vivere il tempo libero come opportunità per dedicarsi a hobby o agli affetti, tempo che non aveva durante la vita frenetica di prima….e c’è chi ha patito stress e tante difficoltà di diversa natura somatizzando.

Nella prima parte della fase 1 la società si è compattata, è divenuta più solidale, ha rallentato i propri ritmi per privilegiare i valori umani, ha riorganizzato i propri spazi interni (la casa)…..e poi per fortuna la tecnologia ci è venuta in aiuto, permettendoci di restare “vicini” almeno in modo virtuale. Poi il protrarsi del lockdown ha fatto emergere stanchezza e paure.

Quali saranno le ripercussioni sulla salute e sul benessere mentale nel breve e lungo periodo?

Nella fase 2 si prevede un innalzamento delle tensioni, con un’esplosione di stati ansiosi e depressivi, insonnia, rabbia, una grave preoccupazione e incertezza per il futuro.

Da uno studio recente italiano, pubblicato sulla rivista MedRsiv e basato su un questionario online diffuso tra il 27 marzo e il 6 aprile, a cui hanno aderito 18147 persone di cui il 79,6% donne,  sono emersi alti tassi di conseguenze negative sulla salute mentale. Gli intervistati hanno mostrato:

Le donne e la popolazione più giovane tra i 16 e i 24 anni e gli over 65 si sono mostrati i più sensibili.

Uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry analizza come potremmo vedere un aumento dell’idea e del comportamento suicidario tra le popolazioni a rischio durante e dopo l’epidemia di COVID-19 e gli esiti dell’isolamento e della quarantena.

Si potrebbero creare delle fobie importanti come:

  • l’autoconfinamento, ossia il permanere ulteriormente in casa per la paura di uscire e infettarsi
  • la sindrome da sequesto, ossia il reagire a una sensazione di privazione di libertà uscendo senza rispettare le regole di sicurezza
  • la sindrome da sopravvissuti, ad esempio quando un coniuge è sopravvissuto e l’altro no
  • la sindrome di auto accusa per aver generato infezione ad un familiare o persona cara
  • la sindrome da burnout negli operatori sanitari

 

Anche i bambini sono stati profondamente toccati in questa pandemia. Alcune manifestazioni sono state:

  • rabbia
  • senso di colpa
  • ritorno a emozioni fisiche del passato (come fare la pipì nel letto, la paura del buio)
  • irritabilità
  • difficoltà a dormire, mangiare, mal di testa o di pancia
  • diminuzione dell’attenzione (difficoltà nello studio e nella lettura) e nella memorizzazione

Si sono visti privati della socialità, della possibilità di espressività libera, del confronto con i coetanei. Bisogna aiutarli ad esprimere liberamente le loro emozioni.

I fattori da analizzare sarebbero molti di più, ma non voglio tediarti. Il messaggio che voglio darti è questo: dopo la fase acuta di pandemia, le ripercussioni sulla salute mentale potranno manifestarsi anche per un periodo prolungato. E’ importante riconoscerle, accettarle e chiedere subito aiuto a figure competenti. Questa esperienza è stata fuori dal comune per tutti.

Come possiamo affrontare i disturbi  psicologici?

Dal punto di vista della medicina classica rivolgendoti a uno psichiatra o a uno psicologo. Attualmente i vari istituti ospedalieri psichiatrici stanno elaborando dei protocolli e dei servizi di intervento a distanza e di persona.

Dal punto di vista della medicina integrata (un tempo chiamata alternativa o complementare), utilizzando tecniche che portano a un aumento delle endorfine, sostanze endogene (che produciamo al nostro interno) che agiscono in modo positivo sul tono dell’umore, sul rilassamento e la felicità.

Una tecnica medica che agisce molto bene in tale senso è l’Agopuntura. Grazie all’inserimento di aghi particolari, posti in punti specifici del corpo chiamati agopunti, stimola il sistema nervoso centrale a produrre diverse sostanze biochimiche, tra le quali le endorfine, che inducono:

  • Rilassamento fisico e mentale
  • Effetto antinfiammatorio (l’infiammazione è stata uno dei fenomeni più importanti dell’infezione da coronavirus)
  • Effetto miorilassante ( e i nostri muscoli dopo l’inattività fisica da lockdown ne hanno bisogno)
  • Riequilibrio dell’intero organismo
  • Ripresa di un corretto ritmo del sonno

Un ciclo di 4 – 5 sedute potrà aiutarti molto in questa fase 2.

Nella pratica ambulatoriale l’agopuntura è anche inclusa all’interno del Metodo Mie®, associata all’osteopatia (soprattutto cranio-sacrale), al reiki e a tecniche di medicina energetica, per aumentare ulteriormente lo stato di benessere, riequilibrio globale e rilassamento della persona. Molto utile in caso di stress, ansia, depressione, insonnia, in quanto lavora in contemporanea su corpo – mente – emozioni.

Altre tecniche che potresti utilizzare per rilassarti e rigenerarti, per le quali ho preparato dei videocorsi online che trovi qui, sono:

Ma anche:

  • Training autogeno
  • Yoga
  • Tai Chi
  • Visualizzazioni piacevoli
  • Musica rilassante

 

Seguendo le norme di comportamento sociale indicate in questo periodo, torna gradualmente alla vita affettiva e sociale, ai tuoi interessi, ad un nuovo equilibrio. Non cercare quello che era…guarda a te ora. Guarda al presente, facendo un passo alla volta, con fiducia nelle tue capacità, in quello che sei. Un passo alla volta, sentilo sempre più solido e sicuro, e procedi con il passo seguente, giorno per giorno.